E7 – il settimanale di Quotidiano Energia scopre l’estrema attualità del brevetto In-Presa per la ricarica intelligente

E7 – il settimanale di Quotidiano Energia scopre l’estrema attualità del brevetto In-Presa per la ricarica intelligente

E7 – il settimanale di Quotidiano Energia scopre l’estrema attualità del brevetto In-Presa per la ricarica intelligente

Una presa “Intelligente” capace di controllare l’accesso dei veicoli elettrici a due e quattro ruote all’infrastruttura di ricarica. Questa l’ultima idea di In-Presa, ramo dell’azienda toscana Generale Sistemi attiva nel mercato dell’identificazione automatica per il controllo accessi di veicoli e persone, che ha voluto dare la propria risposta alla varietà di colonnine presenti sul mercato.

In sostanza si tratta di un software che può essere montato sua sulle schede di controllo OEM sia su colonnine, quadri o barre e che prevedere l’integrazione delle singole postazioni fino a configurazioni network in reti locali o web centralizzate. Il sistema è presente in due modalità: la configurazione Web, pensata per circuiti aperti al pubblico, consente di gestire da Host centralizzato le informazioni relative alle operazioni di ricarica; con Net si può allargare il proprio raggio d’azione monitorando i consumi e lo stato dei veicoli anche, ad esempio, all’interno di un parcheggio. Il dispositivo è frutto della policy aziendale che vuole frenare l’installazione di nuove colonnine (il cui costo ammonta circa a 5-7 mila euro) e favorire l’adozione di investimenti sostenibili.

L’obbiettivo, quindi, è quello di fronteggiare la crescente diffusione dei veicoli elettrici puntando non sull’implementazione del sistema infrastrutturale in carreggiata, ma a casa e nei parcheggi. Tasselli fondamentali per questo progetto sono, infatti, i punti di interscambio: attraverso un biglietto con codice a barre si potrebbe attivare la ricarica tra il proprio domicilio e la stazione, ad esempio, e pagare direttamente alla cassa, dove il conto sarebbe inviato tramite software.L’idea ambiziosa , potrebbe essere applicata anche ai sistemi di bike sharing, fino alle botteghe dove fare riparazioni, Parlando di cifre, In-Presa prevede un investimento di 300 mila euro per strutture composte da 500 veicoli a due ruote, con leasing di 2 mila euro al mese e una redditività di 10-20 mila mensili.

Questo sistema di riconoscimento, che vuol facilitare il raggiungimento dei target fissati per la lotta all’inquinamento, è già adoperato a livello nazionale nel completamento di diversi cantieri e in Italia sia nel car sharing Ci.Ro di Napoli che nella ricarica pe la flotta taxi di Roma.

Una presa “Intelligente” capace di controllare l’accesso dei veicoli elettrici a due e quattro ruote all’infrastruttura di ricarica. Questa l’ultima idea di In-Presa, ramo dell’azienda toscana Generale Sistemi attiva nel mercato dell’identificazione automatica per il controllo accessi di veicoli e persone, che ha voluto dare la propria risposta alla varietà di colonnine presenti sul mercato.

In sostanza si tratta di un software che può essere montato sua sulle schede di controllo OEM sia su colonnine, quadri o barre e che prevedere l’integrazione delle singole postazioni fino a configurazioni network in reti locali o web centralizzate. Il sistema è presente in due modalità: la configurazione Web, pensata per circuiti aperti al pubblico, consente di gestire da Host centralizzato le informazioni relative alle operazioni di ricarica; con Net si può allargare il proprio raggio d’azione monitorando i consumi e lo stato dei veicoli anche, ad esempio, all’interno di un parcheggio. Il dispositivo è frutto della policy aziendale che vuole frenare l’installazione di nuove colonnine (il cui costo ammonta circa a 5-7 mila euro) e favorire l’adozione di investimenti sostenibili.

L’obbiettivo, quindi, è quello di fronteggiare la crescente diffusione dei veicoli elettrici puntando non sull’implementazione del sistema infrastrutturale in carreggiata, ma a casa e nei parcheggi. Tasselli fondamentali per questo progetto sono, infatti, i punti di interscambio: attraverso un biglietto con codice a barre si potrebbe attivare la ricarica tra il proprio domicilio e la stazione, ad esempio, e pagare direttamente alla cassa, dove il conto sarebbe inviato tramite software.L’idea ambiziosa , potrebbe essere applicata anche ai sistemi di bike sharing, fino alle botteghe dove fare riparazioni, Parlando di cifre, In-Presa prevede un investimento di 300 mila euro per strutture composte da 500 veicoli a due ruote, con leasing di 2 mila euro al mese e una redditività di 10-20 mila mensili.

Questo sistema di riconoscimento, che vuol facilitare il raggiungimento dei target fissati per la lotta all’inquinamento, è già adoperato a livello nazionale nel completamento di diversi cantieri e in Italia sia nel car sharing Ci.Ro di Napoli che nella ricarica pe la flotta taxi di Roma.

Una presa “Intelligente” capace di controllare l’accesso dei veicoli elettrici a due e quattro ruote all’infrastruttura di ricarica. Questa l’ultima idea di In-Presa, ramo dell’azienda toscana Generale Sistemi attiva nel mercato dell’identificazione automatica per il controllo accessi di veicoli e persone, che ha voluto dare la propria risposta alla varietà di colonnine presenti sul mercato.

In sostanza si tratta di un software che può essere montato sua sulle schede di controllo OEM sia su colonnine, quadri o barre e che prevedere l’integrazione delle singole postazioni fino a configurazioni network in reti locali o web centralizzate. Il sistema è presente in due modalità: la configurazione Web, pensata per circuiti aperti al pubblico, consente di gestire da Host centralizzato le informazioni relative alle operazioni di ricarica; con Net si può allargare il proprio raggio d’azione monitorando i consumi e lo stato dei veicoli anche, ad esempio, all’interno di un parcheggio. Il dispositivo è frutto della policy aziendale che vuole frenare l’installazione di nuove colonnine (il cui costo ammonta circa a 5-7 mila euro) e favorire l’adozione di investimenti sostenibili.

L’obbiettivo, quindi, è quello di fronteggiare la crescente diffusione dei veicoli elettrici puntando non sull’implementazione del sistema infrastrutturale in carreggiata, ma a casa e nei parcheggi. Tasselli fondamentali per questo progetto sono, infatti, i punti di interscambio: attraverso un biglietto con codice a barre si potrebbe attivare la ricarica tra il proprio domicilio e la stazione, ad esempio, e pagare direttamente alla cassa, dove il conto sarebbe inviato tramite software.L’idea ambiziosa , potrebbe essere applicata anche ai sistemi di bike sharing, fino alle botteghe dove fare riparazioni, Parlando di cifre, In-Presa prevede un investimento di 300 mila euro per strutture composte da 500 veicoli a due ruote, con leasing di 2 mila euro al mese e una redditività di 10-20 mila mensili.

Questo sistema di riconoscimento, che vuol facilitare il raggiungimento dei target fissati per la lotta all’inquinamento, è già adoperato a livello nazionale nel completamento di diversi cantieri e in Italia sia nel car sharing Ci.Ro di Napoli che nella ricarica pe la flotta taxi di Roma.